Lo smalto per unghie provoca il cancro?

Il Dibutilftalato (DBP) è un prodotto chimico “plastificante” e viene usato negli smalti per evitare che si scheggino. L’uso di questo prodotto nei cosmetici è ancora un argomento largamente dibattuto. Svariati gruppi ambientalisti chiedono da tempo il divieto di usare il DBP negli Stati Uniti. Già alcune grandi aziende statunitensi (es. Estee Lauder) hanno, di propria iniziativa, già tolto questo ingrediente dai loro prodotti mentre altre aziende (es. OPI, Essie e Sally Hansen) continuano ad usarlo.

Ad oggi, non essendone stato vietato l’uso, la FDA (Food and Drug Administration) l’ente che deve dare il nulla osta per la commercializzazione di ogni nuovo smalto, continua a ritenere questi prodotti sicuri.

In Europa invece, l’uso di DBP è stato vietato nel 2004 costringendo la OPI a modificare la chimica dei suoi smalti che vuole commercializzata nel vecchio continente. Negli Stati Uniti invece questo ingrediente continua a essere usato, mentre il portavoce della OPI ribadisce che non vi è ancora nessuna prova che questo plastificante sia dannoso alla salute alla luce anche delle basse quantità che sono impiegate nella produzione di smalti. La OPI sostiene inoltre che la maggiore esposizione a questa sostanza avviene più per inalazione che per contatto con la cuticola o l’unghia.

La portavoce dell’Environmental Working Group, Lauren Sucher, ha sottolineato come questi prodotti vengano testati solo per reazioni cutanee acute ed immediate ma che non vengano effettuati test sulla salute a lungo termine (come al tossicità o l’insorgenza di cancro) prima della loro immissione sul mercato.

Da uno studio effettuato nel 2000 dall’US Centers for Disease Control and Prevention (DCP), è emerso come i livelli di DBP siano più alti nelle donne di età compresa tra i 20 ed i 40 anni. Il DCP ipotizza che l’esposizione maggiore potrebbe essere ricondotto all’uso dei cosmetici anche se i soggetti potrebbero essere venuti a contatto con la sostanza anche tramite il contatto con tende da doccia in vinile o la plastica di alcuni giochi per bambini.

Alla luce di questi studi hanno dato il via in America alla Campagna per i cosmetici sicuri (Campaign for Safe Cosmetics). Ad oggi più di 300 aziende hanno già firmato l’impegno a togliere, a partire dal 15 maggio, il DBP dagli ingredienti dei loro cosmetici. La Campaign for Safe Cosmetics sta inoltre lavorando affinché anche altre grandi aziendi di prodotti cosmetici come Unilever, Avon, L’Oreal, Revlon e Proctor & Gamble si uniscano alla campagna.

Potresti anche essere interessata a:

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento